giovedì, 25 giugno 2009
21:43

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Hammett aveva più ombretto di quanto io ne metterò mai in vita mia e Trujillo ha il bicipite grande come la mia testa

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Non c’è dubbio sul fatto che il concerto di Bologna batta il concerto di ieri, vuoi perché il primo concerto dei Metallica vale molto più di qualsiasi altro concerto, vuoi perché le sensazioni e l’attesa erano amplificate dalla nuova esperienza o vuoi perché ieri l’acustica era veramente pessima. Ma le emozioni rimangono le stesse.

Puoi sentirla decine di volte ma credo che sentire le prime note di Ecstasy of Gold quando si spengono le luci sia un’esperienza sempre nuova, e non importa il giorno che hai passato, le preoccupazioni del periodo, il caldo che ti appiccica la maglietta addosso e la puzza di sigaro del tuo vicino, sei concentrato solo sul momento. Ed è spettacolare.

I laser verdi per l’intera durata di That was just your life e le fiamme di One e Dyers Eve hanno il loro effetto, ma senza non sarebbe cambiato nulla, le persone avrebbero cantato ugualmente insieme Seek & Destroy, Sad but true e avrebbero strillato “Come crawling faster, Obey your master, Your life burns faster, Obey your master” con le braccia alzate, e questo è il vero spettacolo.

Poco importa se la gente dice che non sono poi così bravi, che gli ultimi album non sono all’altezza dei primi, che suonano sporco, io andrò a vederli anche l’anno prossimo.

 

Detto questo, passiamo alle cose serie.

Gente, se dovete ubriacarvi ai concerti, per favore, fatelo dopo aver preso il vostro posto e aver letto i biglietti, perché tu che mi hai detto “Oh questi so’ i posti nostri” dico che A8 non sono le coordinate per giocare a battaglia navale, ma il settore dove dovrai andare a sedere. Tu che hai bevuto come Barney per poi liberarti la vescica dall’alto sulle persone sotto di te, ti stringo la mano, perché io non ho mai speso 50 euro per non vedere un concerto, e tu che sei stato portato via dal medico, come hai fatto a tagliarti il petto che il concerto ancora non era iniziato? Voi che siete riusciti a prendere un plettro, per favore mandatemene uno.

Io sono stata meno fortunata e ho solo la bottiglietta di acqua liscia di Lars. Ma cavolo liscia! Goditi la vita, bevi l’acqua frizzante: sentirai che emozione!

lunedì, 08 giugno 2009
18:42

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ci piace fare baldoria

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Le feste popolari del santo patrono sono sempre una buona occasione per conoscere le ultime novità in fatto di moda, usi, costumi e modi di dire. Come ogni anno c’è stato il giro delle bancarelle in cerca di quel certo non so che in grado di permetterti di affrontare la vita con una marcia in più. Devo ammettere che questo è stato uno degli anni più proficui, non solo perché alla pesca di beneficienza ho vinto un fustino di Dash salva colore da 4 litri e uno da un litro, un pacco di quadernoni di Betty Boop, due shampoo Baby Johnson “non più lacrime” e una bustina di cianfrusaglie (due matite una penna e un porta documenti del centro fisioterapico, una penna e un porta documenti del centro analisi cliniche, alluminio liquido in un pratico tubetto risalente agli anni 80 pronto per esplodere, un ciondolino a forma di K con brillantini, bambolina portachiavi, ciondolo con cornetti anti malocchio, braccialetto celeste con campanellini identico a quello che ho al polso).

Ho imparato anche che ora il vero kebab si prepara con una piadina sarda mentre si osservano suonatori indiani fare degli strani versi al microfono. Ho imparato che se due ragazzini con la maglietta degli Iron Maiden incontrano una ragazzina con i pantaloni neri che arrivano alle caviglie possono tranquillamente strillarle in mezzo alla folla “Emo di merda” per essere poi presi a calci dalla ragazzina stessa. So che se hai una maglietta viola aderente e ti si vedono le tettine pur essendo un ragazzino, il tuo destino è segnato: farai il figo sul Tagadà, cadrai di fronte a tutti e ti abbasseranno i pantaloni mostrando le mutande, passerai il resto del giro in giostra nel vano tentativo di rialzare prima te e poi i pantaloni.  Per quanto riguarda la moda mi sono trovata di fronte una shoccante verità: mente ero alla ricerca sulle bancarelle di una gonna da cheerleader per la festa a tema di sabato, altre ragazze cercavano i vestiti per uscire. Ballare in gruppo canzoni latino-americane mentre si mangia mezzo chilo di noccioline è considerato cool, ma non quanto eseguire i predetti balli senza muovere assolutamente le braccia, che restano rigidamente incollate al corpo. I cantanti sosia ingaggiati per la seratona finale sono più simili alle imitazioni di Mai Dire che agli originali: “non dirgli mai che siamo stati a letto derundendo derogo”.

Non vedo l’ora che arrivi settembre per andare alla prossima festa: la vita ha ancora molto da insegnarmi.