mercoledì, 02 luglio 2008
11:08

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pomezia smart city V2.0

Archiviato da Alicy in:

Vivo in una città. Non è un paese come qualcuno continua a chiamarlo. Ha i suoi 55.964 abitanti. Non siamo pochi, si comincia a stare stretti. E’ una città. Abbiamo il traffico cittadino, quello dell’uscita dagli uffici, che puoi rimanere in macchina per attraversare la città anche mezzora tra un mortacci e qualche vaffa. Abbiamo le rotonde, solo due, ma compensiamo con le piazze. Perché il sindaco di qualche tempo fa voleva che fossimo famosi per le piazze, e così abbiamo quattro piazze molto grandi, una con una piscina, bella, rettangolare. Inizialmente avevano lastricato la piazza e avevano scavato questo rettangolone per terra, in teoria era fatto in modo che la torre che c’è in piazza si potesse specchiare a mezzogiorno nella fontana, in pratica nessuno ci fa caso. Un’altra piazza è completamente abbandonata, ci sono scale che portano all’infinito. Un’altra è così bella che anche il mio cane la snobba, non ci vuole nemmeno camminare accanto. L’altra è passabile, ha anche una cascata d’acqua, con questo caldo voglio proprio vedere chi resiste dal mettercisi sotto. Da una settimana abbiamo le strisce blu, perché una città non può definirsi tale se non ti fa pagare il parcheggio: 50 cent l’ora. Abbiamo diversi vigili che passeggiano su e giù per la via principale, ma chiudono entrambi gli occhi quando vedono le macchine in terza fila, forse perché più di una volta sono stati picchiati e proprio per questo ora il comune li ha dotati di un potente e pericoloso spray al peperoncino per proteggersi dai cattivi.

Abbiamo anche i giardini, che quasi mi dimentico. Ben tre giardini, due con tanto di ringhiere alte circa due metri, così la gente non entra nei giardini. Oppure ci si può rinchiudere. Nell’altro non entro da quando andavo in seconda elementare, lo chiamavano “Giardino dei drogati”, ora non so.

Poco tempo fa’ potevo vantarmi del boschetto che vedevo dalla finestra, tra poco sarà sostituito da un complesso residenziale. Hanno detto che lasceranno “qualche” albero. [Qui una volta c’era La Sughereta, dove si mormora si facessero messe nere, ora l’abbiamo abbattuto per il bene comune.]

C’è anche stato il caso del prete pedofilo, che ha riempito i telegiornali per un’estate intera. Non ci facciamo mancare niente.

Abbia il McDonald a due piani, e addirittura un grande centro commerciale, ormai vanno di moda. E c’è anche la super mega palestra più grande d’Europa, che qui costruiscono solo cose che possono essere “più grandi d’Europa” altrimenti non se ne fa niente. E’ grande davvero però questa palestra.

Ah, abbiamo, anzi no, avevamo anche l’ospedale, perché i Nas hanno fatto irruzione nell’ospedale qualche giorno fa’ e l’hanno chiuso per «Carenze strutturali e gravi difformità nei lavori di ampliamento». 

E’ anche una delle città italiane con più alta concentrazione di radon.

Per non farci mancare niente, abbiamo avuto come ex sindaco un europarlamentare e inoltre diversi assessori comunali arrestati per corruzione nell’ambito dei rifiuti.

Abbiamo il Fungo (torre piezometrica) per permettere alla gente di suicidarsi, me ne ricordo un paio.

Una città non si può chiamarla tale se non ha i pazzi. Vivo in una città e quindi ci sono i pazzi. C’è la Pistola, che si vede che sta fuori, picchia le ragazze se la guardano, rovista nei secchioni nell’immondizia, fa pipì fra le macchine per non farsi vedere però poi si fa il bidet nella fontanella pubblica. Prima ce n’era un’altra, solo che non si vede da molto tempo. Una volta uscì da una macelleria con delle salsicce e si mise ad addentarle crude mentre passeggiava. Poi ci sono anche i pazzi veri, quelli completamente bruciati che vanno in giro con il decespugliatore per tagliare le gambe alla gente.

C’è anche il campo nomadi. Qui non si scherza.

Ci sono due cinema. Uno è addirittura un multisala, con poltrone assolutamente non numerate, quindi si fa la rissa per prendere i posti migliori, i sedili sono rotti e macchiati, la pellicola ogni tanto salta e se va via la luce vai a casa che tanto il biglietto non te lo rimborsano. L’altro si chiama Cinema Dei Preti, fino a circa vent’anni fa era un cinema erotico, prima si è tramutato in cinema normale con tanto di aggiunta posti in base al film (sedie di plastica bianche portate da casa)poi per un periodo hanno fatto vedere le partite della Roma. Ora credo ci facciano i cine-festival. Ma non ne sono sicura.

Ci sono due scuole superiori più un istituto privato, stile Cepu. E non scherzo, c’è l’Università: la sede distaccata de La Sapienza, dove fino a tre anni fa le lezioni consistevano in registrazioni delle lezioni svolte nella sede centrale. O perlomeno è quello che si dice. Ci stiamo acculturando, tant’è che il comune ha deciso di costruire un Teatro. Sta fermo da un po’, lo chiamano teatro-cantiere che fa molto chic new-age.

Si dice che abbia anche una stazione, peccato che sia a circa un quarto d’ora in macchina se non c’è traffico.

E quindi è una città. Venite a visitare la città. Joinate.