venerdì, 30 maggio 2008
19:04

commenti (5)

chi dorme non piglia pesci

Archiviato da Alicy in:

Ieri s. mi ha detto una cosa molto interessante su un argomento del corso che seguiamo insieme all’università. Oggi s. non è voluto venire a seguire e così sono andata da sola e a fine lezione ho alzato la mano e (subdolamente) ho detto la cosa interessante di s.. Il professore è rimasto piacevolmente colpito dalla mia osservazione, tant’è che ha detto per ben tre volte “ha detto bene signorina, è proprio come ha osservato lei”, e con tutti quelli che seguivano siamo rimasti una mezzora a parlare dell’argomento.

Se all’esame mi interroga lui è 30. No, forse 28 visto che ieri mi sono addormentata a lezione, mi è proprio caduta la testa e lui se n’è accorto visto che a lezione siamo sempre sei. Infatti ieri ha fatto la pausa che non ha mai fatto dall’inizio del corso.

lunedì, 12 maggio 2008
20:52

commenti (12)

la finestra sul cortile

Archiviato da Alicy in:

Ma che cavolo si guarda la gente dalla finestra?

Tutto. E tutti. D’estate, soprattutto la sera verso le otto, mi piace appoggiarmi al balcone che è ancora caldo perché ci ha battuto il sole tutto il giorno, guardo il bambino che spara con la pistola a pallini verso gli alberi per far volare via tutti insieme gli uccelli; guardo le signore che arrivano e fanno almeno 6 manovre per un parcheggio a spina di pesce, guardo i bambini che vanno in bicicletta e penso che io sotto casa in bicicletta non ci sono mai andata. Guardo quelli più grandi che giocano a calcio e mandano il pallone sul tetto del bar e poi come le scimmie salgono fino su per riprenderlo. Guardo il tramonto.

Io questo periodo guardo le nuvole la sera, quando il cielo diventa così rosso e poi blu da sembrare quasi naturalmente fuxia. Guardo la signora del terzo piano al palazzo sulla destra, dalla parte della cucina, che ha uno stendino all’avanguardia: è praticamente sul soffitto del balcone ma ha un sistema di carrucole, fili e ganci che lei può comodamente stendere i panni in basso e poi farli arrivare fin su per non dare fastidio. L’altra notte all’una il marito stendeva i panni. Guardo la sala dei tipi quarto piano al palazzo ancora dopo, che hanno le pareti arancio e un solo grande dipinto al centro, con le fiamme come raggi. Guardo la scuola che stanno costruendo, proprio dove fino a sei mesi fa c’era solo una distesa ora verde, ora marrone, ora gialla e poi ancora verde. Guardo quanto sono cresciute le palme.

La notte guardo fuori, conto le finestre accese per vedere chi altro non riesce a dormire, controllo che non ci sia nessuno a rubare le macchine, guardo le stelle e la luna, respiro l’odore della notte estiva.

Dalla finestra opposta guardo il bosco, fin quando non faranno crescere anche lì nuovi palazzoni, guardo la caserma dei pompieri e li guardo uscire per venire sotto casa a spegnere il solito incendio d’estate. Guardo i pompieri che mi svegliano la notte perché devono entrare dentro casa del tipo di turno che ha dimenticato le chiavi, di giorno non c’è problema, ma la notte sono messi in difficoltà dal parcheggio selvaggio e quindi svegliano tutti in attesa che le macchine siano spostate. Guardo i carabinieri che vengono a controllare le persone agli arresti domiciliari. Ho guardato la gente che scappava quando il tossico si aggirava armato e ha accoltellato uno ad un braccio. Guardo la gente che strilla dai balconi… prendi il latte, sei una puttana, butta la spazzatura, t’ammazzo. Guardo la gente che porta fuori il cane, ce n’è uno che si chiama Alice… Guardo le stelle attaccate sulle pareti, guardo il ciccione che si siede fuori al balcone in canottiera già da aprile e fa i cruciverba, lo guardo e mi chiedo come farà a tornare dentro casa. Guardo le vecchiette che spiano dalla finestra nascondendosi dietro la tenda, hanno imparato il mestiere, io non sono così discreta.

“Oh, Signore... Siamo diventati una razza di guardoni!” [cit.]