giovedì, 28 giugno 2007
09:52

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Esame col Vampiro - 19 luglio, nei cinema

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Se vuoi passare commerciale, sai che devi essere convinto di passarlo. Perché non basta aver studiato, si tratta di andare a combattere contro l’Essere. Formalmente ha 65 anni, ma io credo che ogni anno nella sua scheda personale aumentino di un anno la data di nascita, così ha sempre la stessa età. Per conservare al meglio il corpo che lo ospita usa diverse strategie che mettono a dura prova la resistenza fisica degli studenti durante le lezioni: d’inverno i termosifoni sono spenti e d’estate l’aria condizionata è a livelli altissimi, questo per mantenere il suo corpo ad una temperatura costante, ed evitare che si stacchino pezzi di pelle. Proprio perché è un ospite del corpo, non ha percezione del caldo o del freddo, la temperatura presente non riesce ad avvertirla, questo spiega perché fino a una settimana fa veniva a lezione con camicia+giacca+cravatta senza mai sbottonare niente e senza il minimo cedimento o minima goccia di sudore, mentre noi avevamo le visioni delle oasi come nel deserto. Non è sempre lui che fa lezione, spesso fa viaggi in Transilvania per prendere un po’ di terra nella quale si immerge la sera per mantenersi in forma. Fino a qualche tempo fa le lezioni non avevano la pausa accademica, perché la temperatura era ancora ragionevole e poteva resistere, ma ora che fa più caldo la situazione è cambiata, si assenta dieci minuti, giusto il tempo di succhiare una sacca di sangue e riprendere le energie necessarie per continuare la lezione.

I primi dubbi sulla sua vera identità sono sorti quando è entrato per la prima volta in aula. Mi ricordo che è entrato la sua lunga ombra prima di lui, e poi ha camminato sul muro, girato, come se fosse posseduto. Mi vengono i brividi solo nel ricordare come è rimasto poi a guardarci tutti dal soffitto, con il collo girato. Da quando vado all’università non l’ho mai visto la mattina, è solito farsi mettere le lezioni di sera, preferibilmente alle 6, in modo da uscire con il buio, e se c’è il sole verrà l’assistente. C’è una ragazza che viene sempre con lui, FacciaDaTopo, lei prende una sedia e la mette distante dalla cattedra e prende appunti… ci si chiede ancora se sia la sua assistente.

A lezione vengono spesso ragazze molto scollate, con canottiere a bretelline fine o addirittura con magliette senza maniche, a fascia. Prima mi chiedevo come mai non le riprendesse per l’abbigliamento poco consono, lui sempre attento all’abbigliamento degli studenti il giorno dell’esame. Ora non me lo chiedo più, è affascinato dal collo delle ragazze, sul quale sogna per tutta la lezione di poterci affondare i suoi denti aguzzi. Potrebbe sembrare un vampiro ma non è così, nonostante non prenda mai l’ascensore perché c’è lo specchio: i vampiri non vedono la loro immagine riflessa, lui vede la sua vera natura.

 Professore: All’esame voi non dovrete sapere gli articoli a memoria, non vi si chiede questo, non vi si chiede nemmeno di ricordare tutti i rimandi, né tantomeno gli “ove compatibili”. Vi sarà chiesto di ragionare, di fare i collegamenti tra le varie norme, di avere un’idea di ciò che ha comportato la riforma del 2003. Vi sarà chiesto di analizzare situazioni e ragionare sulla soluzione.

Adesso vi faccio una domanda, che in teoria avreste dovuto farmi voi, è una domanda da 30 e lode, chi mi risponde avrà una considerazione particolare il giorno dell’esame, la domanda è:
“Se una società che ha adottato il sistema dualistico delega il compito di nomina, revoca componenti del Consiglio di Gestione e redazione del bilancio all’Assemblea, il Consiglio di Sorveglianza può approvare il bilancio anche se non lo redige più?”
Chi mi sa rispondere? Nessuno? Bene allora andiamo avanti. Sarà una domanda che vi farò all’esame.

 Appunti di Alice: All’esame vi apro in due.

 Ad un esame normale uno rivolge gli occhi al cielo e si immagina in ginocchio davanti a Dio a chiedere “Ti prego, fa che mi interroghi lui, o se proprio non va bene almeno quello lì, ma tiprego tiprego tiprego non quell’altro!!!!”. Ecco, a questo esame alzi gli occhi al cielo, ti immagini in ginocchio davanti a Dio e dici “Ti prego, non lo so per cosa, ma ti prego.”.

martedì, 26 giugno 2007
13:52

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Alice vs Java

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Ho risolto il problema.
Un sentito ringraziamento a Didy che è l'unica che abbia scritto.
Ma tutto il merito va a Darie perché cià gli influssi maggici.

"tutto è bene quel che finisce bene" [cit.]
giovedì, 21 giugno 2007
21:50

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noi al servizio dei cittadini

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Venerdì sera, verso l’una meno dieci, io e s. passavamo in via della Tecnica quando s. vede qualcosa strano: un uomo era buttato a bordo della strada in mezzo alla sterpaglia secca, con una tutaccia strappata addosso. Ci fermiamo da bravi cittadini e gli chiediamo se sta bene, se era stato investito da qualche macchina. L’uomo ci dice che non è stato investito, che non riesce ad alzarsi e se possiamo dargli una mano che ha il Parkinson. Al ché noi gli diciamo che anche se si fosse riuscito ad alzare non sarebbe andato lontano in quelle condizioni, ma l’uomo ha risposto che ce l’avrebbe fatta, così gli abbiamo chiesto dove abitasse, e dopo averci detto di “abitare laggiù”, indicando prima la sua destra e poi la sua sinistra (più che Parkinson io avrei detto Alzheimer  a questo punto) scopriamo che abita  circa 5 minuti di macchina da lì (per chi mi conosce via Catullo). L’uomo continua a chiederci di alzarlo da terra e di accompagnarlo a casa. Visto che troviamo poco igienico mettere in macchina una persona che non conosciamo gli diciamo che avremmo chiamato qualcuno per venirlo a prendere, ma l’uomo eroicamente rifiuta il nostro aiuto con un "no ma che chiami non me serve", così inizia a strusciarsi sulle mani e sul sedere in mezzo alla sterpaglia tipo biscia. Non potendo lasciare l’uomo li in mezzo al nulla tutta la notte, per di più in quelle condizioni, decidiamo di chiamare il 112, che ovviamente squillava a vuoto. Per 2 volte. Andiamo allora direttamente dai carabinieri a dirgli dell’uomo, s. entra, parla con il carabiniere nel gabbiotto che tenta anche lui di chiamare il 112 ma senza risposta, si assenta un attimo e torna affermando che –ué allora, ho avvertito i colleghi e sta andando una volante – e all’offerta di s. di indicare il posto preciso dove l’uomo si era imboscato,il carabiniere fa la faccia del tipo “no no non ti scomodare che qua facciamo noi”. Io ed s. però torniamo dall’uomo, arriviamo alle 01:03 e alle 01:30 non era ancora arrivato nessuno. Certo era che se ci fosse stata Manuela Arcuri sarebbe venuta subito a salvare il pover’uomo, e se invece avessimo chiamato Walter Nudo sarebbe venuto di corsa per poi portarlo a spalla fino a casa. Preoccupati della frase detta dall’uomo prima di strisciare via “dormo qui”, iniziamo a vagare per la città in cerca di una pattuglia per “mettere l’uomo in buone mani”. Per 25 minuti giriamo tutta la città, sicuri di trovarli nei posti dove solitamente si mettono per cogliere le genti in fallo, fermarle e multarle, ma niente. Mi viene così in mente che avremmo potuto cercarli nel mio quartiere che si sa che li ci vivono, che vengono sempre a controllare le brave persone agli arresti domiciliari o quei bravi mariti che picchiano le mogli o i venditori di farina, e ovviamente li troviamo, ci fermiamo gli spieghiamo le cose dandogli anche l’indicazione precisa “di fronte al 16B” e rassicurati dalla frase –si, allora risolviamo una questione qui che insomma c’è una cosa da fare- andiamo tranquillamente a dormire nei nostri letti, sicuri che le persone che dovrebbero vigilare sulla nostra sicurezza sarebbero andate a mettere al sicuro l’uomo e non lasciarlo in balia dei conigli nella jungla.

Il giorno dopo passando per via Catullo, la via dove l’uomo aveva detto di abitare, io ed s. vediamo proprio l’uomo della sera prima buttato sul marciapiede con un capannello di gente intorno che gli dà del gatorade, e i carabinieri parcheggiati di fronte. Questo verso le dieci del mattino.

Chi pensa che l’uomo abbia dormito nelle frasche la notte alzi la mano.uetQ

domenica, 17 giugno 2007
14:51

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La morte è un processo rettilineo

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Ecco. Ce l’ho tra le mani. Lo giro e lo rigiro, lo sfioro e lo osservo. Lo guardo. E’ il suo ultimo libro che sto per leggere. L’ultimo, non ci credo, e poi? Li ho letti tutti. Non lo inizio con la paura di finirlo troppo presto, lo vorrei iniziare e berlo tutto d’un fiato, vorrei iniziarlo tra un mese per poter fare mia ogni parola, vorrei iniziarlo fra un po’ per illudermi di avere ancora una cosa da leggere.

Ero nel Grande Magazzino quando scoppiavano le bombe nel “Il paradiso degli orchi”, ho fatto conoscenza con la professione di capro espiatorio e ho amato Julius più di tutti; ho visto vecchiette prendere una P38 e trasformare un poliziotto in fiore ne “La fata carabina” e ho desiderato essere Julie nelle giornate a letto con Malaussène; mi sono sentita l’anima di Malaussène ne “La prosivendola” dopo aver scoperto perché –la morte è un processo rettilineo-; ho ascoltato la sua paura e la sua felicità di essere padre in “Signor Malaussène” e ho assistito alla nascita di un bambino da una suora; sono andata ad un matrimonio in carcere con “La passione secondo Thérèse” e ho salutato tutta la tribù in “Ultime notizie dalla famiglia”. Mi sono emozionata con “Signori bambini”, ho scoperto i miei diritti imprescrittibili in “Come un romanzo” e non ho biasimato il Dottor Galvan nella sua lunga notte.

Ed ora eccomi qui con l’ultimo fra le mani. Lui sta li che mi guarda con le 312 pagine. E io sto qui di fronte a lui con il mio segnalibro. Lo prendo e lo metto li, tra la copertina e –Universale Economica Feltrinelli- perché non voglio perdermi una parola, una scritta, un’emozione. Niente. Ed ora eccomi qui. Quindi.

Ecco la storia.

martedì, 12 giugno 2007
21:25

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MMORPG

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MMORPG mode ON

Si imparano più cose in due ore su Second Life che in due anni di università. Si scopre che SL è proprio come la vita reale, che lavoro non si trova nemmeno se paghi e mi è venuto in mente che potrei vendere il mio corpo per fare soldi, però forse dovrei gonfiarmi un  po’ ma almeno qui non costa niente.

Faccio un giro per orientarmi e le finestre che si aprono mi suggeriscono di toccare le cose che vedo così quando lungo un viale vedo uno strano oggetto, vado li e lo tocco e faccio partire un razzo. Il tipo prende e se lo rimette in tasca. Ho fatto partire il razzo di uno sconosciuto. Magari il tipo ha impiegato n po’ per racimolare i soldi per comprarsi il razzo e mentre lo sta per fare partire arriva una sconosciuta che lo fa partire. Io lo avrei picchiato e alla fine si sarebbe cancellato da SL. Ma lui no, lui mi ha parlata e poi mi ha invitata a casa sua. E li mi ha fatta accomodare in giardino su una sdraia e abbiamo parlato, per circa dieci minuti, dopodiché mi ha detto “sarebbe meglio per te se facessi un altro giro qui intorno” e io ho salutato e me ne sono andata. Poi una Maiko qualsiasi mi fa notare che: “bene, carissima, esimia collega femmina, parliamo ora del male gender, il male gender fa si che ogni contatto con una female gender possa dare l'avvio ad una possibile scopata, la cosa assurda del male gender è che il contatto con la female gender può avvenire in qualsivoglia maniera, dal modo più pittoresco, a quello più ordinario, a quello più folle, ora, il male gender non sta a dar peso a come avviene il contatto, ma alla parte incastrata fra le gambe del contatto, in breve, il portoghese ti si voleva scopare, ma non gliela hai data subito.”

Mi faccio questo giretto e decido di andare altrove e mi teletrasporto a Milano, dove scopro che anche in SL esistono gli idioti… mentre passeggio un tipo mi si avvicina e mi fa “ciao, sei molto carina”. Tralasciando il fatto che su SL puoi crearti con l’aspetto che vuoi, quindi puoi avere le tette di Jenny McCartney o il corpo di Keira Kightley, ma anche andare in giro con il corpo di un coniglio e in realtà essere Alice, gli dico “grazie” e il tipo mi risponde “scusa, ho sbagliato a digitare”… o_O e non capisco bene cosa abbia sbagliato a digitare, così butto li un “va bene, ciao” e me ne vado, ma mentre mi allontano mi fa “sei italiana?” O_O????

Decido di cambiare aria… e allora passeggio un po’ li e un po’ là e vedo un tipo inquietante che fa per avvicinarsi a me: testa rasata, super abbronzato, tutina blu elettrica, catenone d’oro al collo e anelloni alle dita. Mi allontano con nonchalance e sembra che il tipo passi oltre, svolto l’angolo e me lo vedo scendere dall’alto, perché in SL si può volare, così mi giro e inizio a camminare veloce per sfuggirgli e mi nascondo in un museo. Li ero al sicuro dal maniaco.

MMORPG mode OFF