martedì, 30 gennaio 2007
20:38

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Murphy era un ottimista.

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Il mio bicchiere è sempre mezzo vuoto. Non è che manca qualcosa per essere pieno, è proprio mezzo vuoto. Sono quella cui cade la fetta biscottata con la marmellata sul pavimento dalla parte della marmellata. Se il computer non mi funziona e chiamo un mio amico per aggiustarlo, sicuro quando se ne sarà andato non funzionerà di nuovo. Se c'è una cacca pestata per terra, non guardare sotto le tue scarpe, sicuro l'ho acciaccata io. Se c'è in televisione un programma che assolutamnte non vuoi perdere ma devi uscire, sicuramente il videoregistratore non funziona, ma se funziona sicuramente tua sorella avrà cambiato il canale programmato e ti ritrovi un documentario sui pinguini. Se tua sorella non vuole perdersi un programma in televisione, il videoregistratore funzionerà, e tornata a casa scoprirai che ha cancellato il programma che non volevi perdere. Se hai trovato gli stivali dei tuoi sogni, che non esistono in nessun altro negozio del mondo ma non hai i soldi, vai a casa, torni al negozio e scopri che sono rimasti solo il n. 35 e il n. 37. Se mancano solo due settimane alla laurea e non hai ancora capito come funziona, stai tranquillo che la tua relatrice non risponderà alla tua mail, nemmeno se è passata una settimana. Se la notte ti alzi e hai sete, l'acqua di sicuro è finita e devi andarla a prendere sul balcone, a -13°. Se aspetti che il film che volevi vedere esca in dvd, lo affitterai, ma sicuro salta. L'altra strada è la più veloce, inutile cambiare, quindi Paris per favore non diciamo fesserie. E il tutto è riconducibile alle leggi di Murphy o il riassunto della vita di Alice:

1. Niente è facile come sembra.
2. Tutto richiede più tempo di quanto si pensi.
3. Se c'è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima  a farlo.
4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto.
5. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio.
6. Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos'altro non vada fatto prima.
7. Ogni soluzione genera nuovi problemi.
8. I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere.
9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla.
10. Madre Natura è una puttana.
venerdì, 26 gennaio 2007
14:41

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Secondo Zanichelli 1

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Bigotta: che non gli piace tanto l'attività fisica.
giovedì, 25 gennaio 2007
19:20

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Ciclo di vita di un post

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La logica porta a pensare che la pubblicazione di un nuovo post sia il frutto della voglia di un blogger di scrivere qualcosa. A volte però non è così e ci si impegna a scrivere qualcosa di nuovo perché ci si trova nel momento più opportuno per la pubblicazione. Per cogliere il segnale utile è l'analisi del ciclo di vita di un post che ci viene in aiuto e consente riflessioni strategiche più profonde. Il ciclo di vita di un post può essere scomposto in quattro fasi:

1-fase primitiva: nonostante l'impegno nella stesura del post sia stato massimo, l'apprezzamento è scarso e i commenti sono limitati, si limitano a 3 o 4, effettuati nel giro di due o tre giorni;
2-fase esplorativa: è una tappa di passaggio durante la quale i commenti si fanno progressivamente più consistenti, i commenti iniziano ad essere 10-15 in totale, raggiunti all'incirca al quarto giorno;
3-fase del massimo rendimento: fase caratterizzata da una crescita elevatissima delle performance del post, i commenti aumentano vertiginosamente fino a raggiungere un massimo di 35 commenti totali;
4-fase di declino: inizia quando si determina un deciso calo del rendimento del post. Il declino può dipendere dalla mancanza di interesse nel post stesso o per termine degli argomenti trattati nei commenti, che iniziano ad essere 2 o 3 al giorno.

Generalmente non si giungerà mai alla fase di declino, poiché già durante la fase di maturità il blogger avrà già pronto un altro post da pubblicare che dovrà possedere però un' attrattività superiore rispetto al precedente. Da un punto di vista teorico è chiaro, ma dal punto di vista operativo è tutt'altro che semplice perchè l'ispirazione può mancare. Un ultimo fattore che occorre tenere presente durante il passaggio è la curiosità da parte dei lettori del blog del nuovo post.
lunedì, 22 gennaio 2007
19:33

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Cose poco igieniche 1

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La mia relatrice ha guardato la scrivania, tra la montagna di libri in bilico ne ha pescato uno, rivelatasi poi una tesi. Sto facendo la tesina basandomi su una tesi. Nei miei anni di università ho trovato libri più o meno complessi, ma sono intelligente e non ho mai avuto problemi.  Ma questo è impossibile, sto leggendo sto coso con il vocabolario, non è una cosa normale. E' il classico esempio di chi usa-abusa termini complessi per far intendere di saperli usare, il libro è saturo di questi termini. Allora mi adatto e li uso anche io. Ma poi trovi frasi senza verbo, e hai la conferma che i relatori la tesi non la leggono mai... Trovi frasi che appaiono grammaticalmente scorrette:

"Un dominat technological style che condiziona l'intera economia ed in particolare ilprogresso tecnico lungo le traiettorie naturali, a loro volta intese come direzione del     processo di soluzione dei principali problemi aperti o che vengono generati proprio in     conseguenza dell'attività di problem-solving."

Magari questa frase la salto. E' più opportuno continuare nella lettura...e allora a pagina 10 trovo scritto:

"Se la tecnologia viene definita come una sequenza di operazioni che consentono di modificare dei materiali originari, per ottenere prodotti... bla bla..., sotto gli aspetti economici una tecnologia può essere considerata come una funzione di produzione o come un sistema. Lo studio della funzione di produzione serve a conoscere i vincoli tra i vari fattori di produzione..."

E uno direbbe che non c'è niente di male, se non fosse che a pagina 219 trovo scritto:

"Sotto il profilo economico una tecnologia può essere considerata come una funzione di produzione, cioè come una funzione che esprime il legame fisico che esiste fra prodotti in uscita e mezzi impiegati nella produzione. Lo studio di tale funzione diventa un modo fontamentale per conoscere i vincoli...."

Questo a riprova che i professori non leggono mai ma proprio mai le tesi, quindi non vi impegnate troppo.
Poi però, quando ti trovi davanti una frase del genere come fai a non imprecare:

"L'outsourcing di tecnologia  di ricerca e le sue dinamiche di cambiamento contribuiscono anche più specificatamente alle nozioni che sottendono all'approccio dei sistemi di innovazione attraverso l'ampliamento della sua articolazione e concettualizzazione."

Io la trovo molto poco igienica come frase. E penso che sia anche perseguibile in termini di legge. Procederò per vie legali.
giovedì, 18 gennaio 2007
18:43

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4 - 8 - 15 - 16 - 23 - 42

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Lost: verbo; loose lost lost. (Ma anche:)sostanza naturale o prodotta per sintesi chimica avente effetto stupefacente,dròga. Con uso fig. del sign. precedente, tutto ciò di cui non si può fare a meno per abitudine contratta.
Drogata: s. m. (f. -a), chi fa uso, spec. per abitudine, di stupefacenti. Sinonimo: Alice.
Capita che una persona ti dica: -Guardati Lost perché è fantastico!- E allora tu vuoi credergli e li commetti il peggiore errore della tua vita. Non esci più, ti isoli dagli altri, niente ha più significato, non lo dici a nessuno ma la sera ti metti li con le cuffie e ti fai almeno 3 dosi per poi crollare stanca dal sonno. Si lo ammetto, è la mia droga. Non posso fare a meno di loro. Guardo una puntata e devo per forza vedere quella dopo, non resisto. La questione è una sola, in ogni puntata capita qualcosa che non avresti mai pensato potesse succedere, non nel senso che potresti dire -pensa se quello lo scoprono- no, capitano cose che solo uno come Lynch in Twin Peaks è capace di fare!
Si finisce per affezionarsi ad alcuni personaggi, per detestarne altri e di perderne qualcuno per strada, perché scopri dei lati oscuri del suo carattere che te lo fanno amare di meno o perché si prende qualche pallottola nello stomaco.
Mi mancano quattro puntate per finire la seconda serie. Se uno di voi si dovesse azzardare o minimamente pensasse di scrivere qualche spoilers, io giuro che vi vengo a pizzicare in qualsiasi parte del mondo voi viviate e vi farò soffrire pene atroci, e non avrò nessuna pietà, le vostre implorazioni non arriveranno nemmeno alle mie candide (e bellissime) orecchie perché vi avrò già tagliato la lingua. Vi strapperò le unghie dalle mani e dai piedi e grazie a Sayid conosco anche tanti altri simpatici giochini che potremmo fare insieme. Non è un avvertimento, è una promessa.