sabato, 30 dicembre 2006
21:37

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La felicità è un pinguino che balla

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La felicità è un pinguino che balla. Nessuno sarà mai felice, perché il pinguino non balla. Il pinguino a causa delle zampe corte e arretrate rispetto all'asse del corpo ha un portamento eretto, quindi trova difficoltà a ballare. Al massimo dondolano ma sicuro non ballano. I pinguini hanno 2 cm di grasso e un fitto piumaggio che renderebbe difficoltoso il ballo, sia la rumba che la salsa, per non parlare della macarena, e con tutto il ballo dimagrirebbe, andando a bruciare tutto il grasso che lo protegge dal freddo, ragione in più per la quale il pinguino non balla. Il BMI del pinguino è 31, quindi è troppo grasso e farebbe fatica a muoversi, quindi non balla.
venerdì, 29 dicembre 2006
16:10

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L'unica scelta è attraverso il Male

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Non ci penso di solito, o meglio, mi costringo a non pensarci perché ho paura che torni. Io la vedo, è sempre li. E' nello stomaco, è nella gola, è nel mio respiro, ma è soprattutto nella mia testa. E mi fa paura. Sta sempre in agguato, pronta a saltarmi addosso. Mi osserva e mi deride. Io faccio finta di niente e penso ad altro, vado avanti per non fermarmi troppo li. Ognuno ha i suoi fantasmi, i miei stanno li, mi attaccano di sorpresa. E' nata dal nulla. Anzi no, è nata da qualcosa, ma chissà cosa. Non ti lascia mai, nemmeno quando è assopita.
Se c'è, la senti ovunque dentro di te, ti immobilizza, ti tiene nascosta, nessuno lo sa, lo sai solo tu. Non ti lascia vivere. La notte non ti fa dormire, giri per la casa cercando qualcosa per distrarti, fai una camomilla ma puoi benissimo bere acqua o vodka che tanto è uguale. Provi a rimetterti a letto e pensare ad altro, ma senti la testa che ronza e il cervello che viaggia a velocità mai viste. Ti raggomitoli tra le coperte, per sentirti più protetta, abbracci il cuscino per avere la sensazione di non essere soli. Ma alla fine si è sempre soli. E iniziano i singhiozzi. E piangi finchè non dormi, ma tre ore dopo suona la sveglia e stai di nuovo in piedi. La giornata passa e cerchi di non guardare il countdown nella tua testa, di quanto tempo manca per arrivare alla notte. Perché durante il giorno può passare, ma è la notte che senti il suo fiato gelido sul collo, dentro di te. E ti senti vuota, hai la sensazione che dentro di te non ci sia niente, che sei solo un involucro per il nulla, senti tutto che rimbalza dentro di te, da una parte all'altra, a volte se stai li in silenzio  puoi anche vedere le cose muoversi nel guscio che ha la tua forma, e tutto quel vuoto ti spaventa. Passano i giorni e aspetti che passi, cazzo quanto desideri che passi, non ce la fai più, credi di impazzire, vorresti urlare ma non esce niente, è tutto bloccato, un macigno sul petto. Hai la sensazione di guardare la tua vita dall'esterno, di essere solo uno spettatore, come se perdessi il contatto con te stesso, e ti vedi fare gesti, dire parole e guardare posti che non capisci. Vuoi solo smettere di pensare per smettere di soffrire.
Se non c'è la temi, ti terrorizza che possa tornare e riportarti nell'angoscia. E quindi vivi a metà, sapendo che questo momento di pace non durerà ancora a lungo, che succederà qualcosa che ti riporterà a sperare che finisca. E' un male dell'anima che non finisce mai. Baudelaire scriveva:

Quando come un coperchio il cielo pesa
grave e basso  sull'anima gemente
in preda a lunghi affanni, e quando versa
su noi, dell'orizzonte tutto il giro
abbracciando, una luce nera e triste
più delle notti; e quando si è mutata
la terra in una cella umida, dove
se ne va su pei muri la Speranza
sbattendo la sua timida ala, come
un pipistrello che la testa picchia
su fradici soffitti; e quando imita
la pioggia, nel mostrare le sue striscie
infinite, le sbarre di una vasta
prigione, e quando un popolo silente
di infami ragni tende le sue reti
in fondo ai cervelli nostri, a un tratto
furiosamente scattano campane,
lanciando verso il cielo un urlo atroce
come spiriti erranti, senza patria,
che si mettano a gemere ostinati.
E lunghi funerali lentamente
senza tamburi sfilano né musica
dentro l'anima: vinta, la Speranza
piange, e l'atroce Angoscia sul mio cranio
pianta, despota, il suo vessillo nero.
mercoledì, 27 dicembre 2006
15:11

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Parenti-serpenti-dementi

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Piccola pausa tra natale e 31 dicembre... quest' anno ci vuole dopo aver passato gli ultimi quattro giorni con la totalità dei parenti, che contando zii, nonni originali e acquisiti, cugini e fidanzati/e dei cugini risultano essere 36 se non ho dimenticato nessuno. Cosa che puntualmente accade al momento di appaarecchiare quando qualcuno rimane in piedi, tipo gioco della sedia. Partiamo dal 23 dicembre, giorno che Daniele e Manuela hanno scelto per il loro matrimonio, guardando bene di fare tutta la cerimonia a Civitanova Marche, circa 300 km da dove viviamo noi parenti dello sposo. Perfetto, appuntamento alle 10 sotto casa mia. Ovvio qualcuno fa tardi. Ovvio si parte in ritardo e ovvio troviamo traffico sul raccordo. All'inizio eravamo otto macchine, ma proprio all'inizio egiusto nella teoria perchè poi ne sono partite 7 visto che una ha fatto eccessivamente ritardo. Già prima del raccordo abbiamo perso di vista la prima macchina che poi abbiamo ritrovato solo dopo un'ora e mezza. Durante le varie soste negli autogrill per le varie pause cacca, pipì, benzina, ho il culo piatto, si possono ascoltare le verità assolute degli zii: i navigatori satellitari non si possono aggiornare, quindi quando ci sono modifiche alle strade, comprane uno nuovo perché il vecchio non va più bene; la red-bull uccide perché contiene taurina ecc..
Al casello abbiamo ovuto aspettare un po perché lo zio più furbo ha giustamente imboccato la corsia del casello dove non c'è il casellante che da il resto, ma bisogna mettere i soldi contati, e quindi li a cercare gli spicciolo sotto i tappetini e dentro i cassettini perché se no li uno ci passa la vita. E' stato lo stesso zio furbo che al casello seguente ci ha giustamente fatto fare retromarcia perché convinto di aver sbagliato corsia,quando invece poteva benissimo andare perché bisognava solo prendere il tagliando. E li le macchine si dividono in due gruppi. Quindi le altre macchine  avanti a noi non ci hanno aspettano e proseguono, per poi giocare a rincorrella con noi nelle seguenti 754730 soste ai lati della strada, dove sui muri dei bagni pubblici ho trovato il numero di Anna culo di panna e di Anna bocca golosa. Dopo quattro ore di macchina e un panino congelato nello stomaco arriviamo in albergo. Carino. Non abbiamo nemmeno il tempo di riposare che già dobbiamo prepararci perchè il bagno è uno solo e in camera siamo quattro donne, quindi tra il restauro e i vestiti e le foto di rito è già ora di andare a casa degli sposi. Ho zittito i rumori molesti del mio stomaco con un tramezzino, e ho buttato fuori dalla finestra un tipo perché ha fatto cadere il mio bicchiere pieno sul tavolo, che mi ha guardato ed è andato via sorridendo.
La chiesetta si trovava in cima ad un paesetto in cima ad una montagna, dove oltre a noi c'erano gli orsi polari e c'eracosì freddo che anche i gradi erano andati via. Non potevano mancare i sanpietrini, che sono il sogno di ogni donna con i tacchi. Durante la cerimonia lo stesso tipo che ha versato il mio bicchiere si è messo a dormire. Sembrava tutto procedere nella normalità delle cose, quando una vecchina si avvvicina agli sposi, tira il cappottino della sposa per attirare la sua attennzione e le fa: -Ti ricordi me? Sono la tua maestra di matematica delle elementari!-.
Per la cena siamo andati in un locale di Civitanova dove di solito fanno degustazioni di vini, il posto è molto carino, gli zii e i nonni sono stati messi ai tavoli, noi sotto i trent'anni abbiamo preso posti su dei comodissimi divanetti e tavolini. La cena era a buffet, e quando il cameriere ha detto che potevamo avvicinarci al bancone per servirci l'antipasto, mia zia comodina ha esclamato: -Ma perché non ce lo  portate voi?- per sentirsi dal cameriere un elegante: -No cara!-. Sono arrivata tardi al locale ed era rimasto posto solo al tavolo dei bambini, così mi sono messa al loro tavolo alzando l'età media. E così visto che le bottiglie di vino erano due, e gli adulti al tavolo erano due, abbiamo deciso che io avrei preso il nero e lui il bianco, per ritrovarmi a fine serata sbiascicante e alquanto alticcia a ridere per ogni schiocco di dita. Tornata in stanza ho avuto un incontro ravvicinato con il bagno, che mi è valso il saluto dei giorni seguenti -Bevi bevi Tiberio!-.
Il viaggio di ritorno è stato peggio dell'andata. Lo stesso zio del casello per fare dispetti allo zio dietro andava volutamente piano perdendo di vista chi guidava la carovana di macchine, così da perdere l'uscita e allungare il ritorno di 60 km, ma almeno mi sono risparmiata la galleria del Gran Sasso. Quindi per metà vigilia sono stata in macchina, per l'altra metà a guardare le foto del matrimonio e depurarle di quelle mie attacccata alla tazza.
Da quando sono arrivati i miei nonni sardi io dormo nell'ingresso, cosìcché il 25 mattina sono stata usata come tavolo per le buste da portare dove avremmo fatto il pranzo di Natale. Per fare contenta mamma sono andata a messa, visto che non ci vado ormai da anni. Un Natale normale questo, confusione e niente regali. Per poi finire con il 26, passato a far vedere le foto del matrimonio a tutti i parenti che hanno scelto bene di guardarle tutti separti, quindi visto che il portatile era mio, ho visto le foto 10 volte, tenendo presente che le foto erano di quattro macchinette diverse e che che le foto ovviamente erano sempre le stesse. Però ho vinto due euro a Sinko, alla facia di mio zio del casello che dice che non devo soffiare troppe volte sulle carte. Concludendo, gli sposi erano bellissimi, spero sia stato il primo e l'ultimo matrimonio vicino al natale, ai pranzi con tremila parenti è meglio non parlare con nessuno perchè si fanno inutili discussioni su tutto, e manca solo il primo dell'anno. Su su Alice resisti.
giovedì, 21 dicembre 2006
16:18

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I confini di messenger

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Tipo quando passi il penultimo esame che nemmeno ci speravi e parli con un'amica su messenger e scopri che:
  • se ti manca un esame e su messenger scrivi "-1" non va bene perché vengono le anZie da "Il seme della follia".
  • se a lavoro hai il pc rotto, goditi i giorni di vacanza che quando torni ti trovi il doppio del lavoro;
  • se scrivi m2 invece di mq, poi esce fuori m2o e quindi unz unz po po po;
  • se mentre fai la doccia, il tubetto del balsamo scivola lungo la vasca e ti prende l'alluce destro facendo un bel taglio, porta sempre il tubetto di balsamo con te. Vale la storia dell' aereo: se vai su un aereo con un sopravvissuto ad un disastro (aereo), per il calcolo delle probabilità non cade, ma è sempre meglio guardare Lost, che potrebbe tornare utile, non si sa mai. E se il tubetto di balsamo è posseduto non puoi farci niente, il tuo destino è segnato.
  • per il genere "in questa stanza posso trovare 10 modi per ucciderti" e in questo caso il bagno:
 1- il tubetto del balsamo sul bordo della vasca;
 2- radio accesa sul bordo della vasca;
 3- ma anche il phon non scherza;
 4- la carta igienica è pericolossissima, soprattutto se ingerita
 5- le palline di sapone, se le schiacci ed esce il sapone ci potresti scivolare
 6-le spugne sono portatrici sane di germi microbi e batteri
 7-i coccodrilli che come tutti sanno vivono nelle fogne ed escono dalla tazza
 8- lo zio che dopo aver mangiato pesante fa una passata nel tuo bagno e non ti avverte della puzza
 9-la piastra per capelli
10-classico assassino con coltello che ti spunta da dietro la tenda; 
  • se ad un certo punto ti si chiudono tutte le finestre di messenger, forse è perché stai entrando a tua insaputa in qualche archivio segreto della casa bianca navigando nel sito della clerici per prendere la ricetta della pastiera che mia mamma ha visto ieri e ti hanno bannato /ban - /kick [cit.].
  • i tre puntini di sospensione scritti da soli sono difficilmente interpretabili.
I pasticcini allo Champagne non ubriacano, al massimo ingrassano.
mercoledì, 13 dicembre 2006
21:03

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The cube 3

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La vedi che entra dalla porta automatica, non arriva al metro e quaranta, trascina la valigia più grande di lei, un po' disorientata ma sicura di quello che deve fare, non è la prima volta che viaggia, anzi. Si gira e cerca lui che sta sempre un po indietro, è alto e non gli piace prendere l'aereo... Sono mia nonna e mio nonno all' aeroporto. Mia nonna è fantastica. Stamattina all' aeroporto ha dovuto aspettare un po' visto l'anticipo... e ovvio ad un certo punto le scappava la pipì... si alza e lascia mio nonno seduto. Cammina in cerca delle indicazioni per la toilette e le trova. Ecco li la freccia.. strano, questa porta ha il bottone... questa tecnologia, preme il bottone e la porta si apre. Entra in questa stanza piuttosto grande ma non vede lavandini o altre piccole porte per i bagnetti... si gira, fa per uscire ma le porte si chiudono di fronte a lei... oddio...la stanza si muove... no ecco, si è fermata... si aprono le porte e mia nonna esce dal "bagno"... Si guarda intorno, vede le scale, le sale e entra nella toilette. Quella vera stavolta.
Ha raccontato tutto ridendo. Mia nonna è fantastica.